- Il sacro militare Ordine Costantiniano di San Giorgio

La Commenda di Giustizia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio fu concessa, come abbiamo visto, nel 1783 al nostro antenato Donato Antonio Vitulli.

Riporto in questo capitolo alcune notizie sintetiche su questo Ordine Cavalleresco, notizie tratte da siti Internet riguardanti il Regno delle Due Sicilie.

In particolare ho attinto al sito www.viennasullago.it/smo.html Vienna sul lago è la denominazione del Gran Ballo delle Debuttanti che si è tenuto a Stresa, sul lago Maggiore, il 18 novembre 2000, organizzato appunto dagli attuali Cavalieri dell’Ordine Costantiniano.

NOTE STORICHE

La storia di San Giorgio è avvolta nella leggenda. Era un cristiano nativo dell’Asia Minore, visse intorno al 270 d.C., divenne ufficiale dell’Esercito Imperiale e sotto Diocleziano ebbe il martirio.

Attraverso i secoli l’iconografia ortodossa lo dipinge nell’atto di uccidere un drago e nel medioevo era conosciuto come il Patrono dei Cavalieri.

Nel 312, alcuni anni dopo il martirio di Giorgio, l’imperatore Costantino “il Grande”, alla vigilia della vittoriosa battaglia di Ponte Milvio, ebbe una visione della croce e delle parole (latine) “in hoc signo vinces”. Costantino allora ordinò di combattere con un vessillo riportante il monogramma greco XP (per Cristos) e sconfisse Massenzio, così i cristiani cessarono di essere perseguitati da Roma.

La croce dell’Ordine Costantiniano è una Croce Greca Fiorente di un intenso rosso cremisi a cui è sovrapposto il monogramma XP in oro. Alla fine di ogni braccio vi è una delle lettere I, H, S, V, che rappresentano il motto “In Hoc Signo Vinces”. La decorazione è sospesa da un nastro blu celeste.

Il fondatore leggendario dell’Ordine Costantiniano è Isacco II Angelo Comneno, imperatore romano d’oriente del dodicesimo secolo.

L’odierno Ordine Costantiniano di San Giorgio è stato identificato come istituzione dinastica fin dal 1698, quando l’ultimo pretendente Comneno lo ha ceduto a Francesco Farnese, Duca di Parma, Piacenza e Castro.

Nel 1732 l’Ordine è passato per diritto dinastico al principe Carlo di Borbone, figlio di re Filippo V di Spagna e della sua seconda moglie Elisabetta Farnese.

Nel 1734 Carlo di Borbone divenne Re di Napoli, dopo che per secoli la città era stata governata da viceré, spesso stranieri. Il palazzo reale e l’attuale teatro San Carlo testimoniano dello sviluppo dato alla città di Napoli.

Carlo nel 1735 fu incoronato a Palermo anche come Re di Sicilia, cosicché il suo successore, il figlio Ferdinando I divenne Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano. Ferdinando I dal 1816 fu chiamato Re delle Due Sicilie; regnò fino al 1825.

L’Ordine fu conferito al Regno delle Due Sicilie fino al 1861, quando le forze del Re Francesco II furono sconfitte dagli invasori Savoia e il Regno annesso al Regno di Italia.

Come prerogativa riconosciuta dalla legge internazionale, un ordine dinastico cavalleresco non è assegnato al territorio nazionale, né alla presidenza di uno stato sovrano, ma è attribuito alla persona del capo di una dinastia reale. Per questa ragione l’Ordine Costantiniano è sopravissuto alla caduta del Regno delle Due Sicilie.

Oggi l’Ordine è riconosciuto dalla santa Sede, da molte dinastie reali, dal Sovrano Militare Ordine di Malta, nonché dalla Repubblica Italiana e pertanto tutti i Cavalieri insigniti possono indossare le sue insegne.

L’attuale Gran Maestro è quindi un erede della dinastia dei Borbone delle Due Sicilie e cioè Sua Altezza Reale il Principe Ferdinando di Borbone, Duca di Castro. Egli ha un figlio maschio erede legittimo, il Principe Carlo, Duca di Calabria. La Duchessa di Calabria, consorte del Principe Carlo, è la Principessa Camilla, nata Crociani.

Oggi l’Ordine Costantiniano è molto attivo nelle opere assistenziali e benefiche.

Di recente è stato realizzato un centro permanente anziani a Pavia; l’Ordine sostiene in maniera permanente l’Associazione “Novara Emergenza Onlus”, che si occupa del servizio di pronto soccorso nel territorio novarese.

Non manca anche l’attività mondana, come dimostra il ballo delle debuttanti nel 2000 a Stresa.

Insomma l’Ordine è ancora oggi una realtà operativa nella società.

Aggiornamento 2011

Nel 2008 è deceduto il Principe Ferdinando di Borbone; a lui è succeduto il Principe Carlo di Borbone delle Due Sicilie.

Continua nel primo decennio degli anni 2000 l’attività attraverso il volontariato e la donazione di apparecchiature medico-scientifiche, ed inoltre vengono forniti mezzi di soccorso e sostegno ai malati e alle popolazioni colpite da calamità naturali.

Oggi l’Ordine conferma il suo impegno nella difesa della Cristianità, della solidarietà e della dignità delle popolazioni del Meridione d’Italia. (da www.laltrosud.it).

 

INSEGNE ORDINE COSTANTINIANO

COLLEZIONE DOTT. ANTONIO SPADA – BRESCIA

Di seguito si presentano le foto relative ad alcune insegne cavalleresche dell’Ordine Costantiniano tratte dalla collezione del Dott. Antonio Spada di Brescia. Si ringrazia l’amico Ing. Cecilio Carmine di Milano, nipote del Dott. Spada, che mi ha dato la possibilità di questa presentazione.

ordine costantiniano

Croce coronata con trofeo d’armi, in oro massiccio e smalti rossi. Epoca fine del diciottesimo secolo. Insegna da Cavaliere di Giustizia. Da portarsi al collo, di mirabile fattura. Da notarsi la grande corona di forma settecentesca, la ricchezza del trofeo d’armi, l’accuratissima lavorazione dell’oro, lucido ed opaco. Nastro coevo in seta marezzata azzurra con fermi di chiusura metallici, dorati, e due nastri in seta rossa.

Diametro croce mm 40

croce coronataAl centro: croce coronata con trofeo d’armi e, pendente dal braccio inferiore, S. Giorgio che uccide il drago, in oro pieno e smalti rossi. Epoca prima metà del diciannovesimo secolo. Insegna da Balì Cavaliere di Gran Croce di Giustizia, da portarsi al fianco con grande sciarpa. Diametro mm 50

A sinistra: croce coronata, con trofeo d’armi, in oro e smalti rossi. Epoca metà del diciannovesimo secolo. Insegna da Cavaliere di Gran Croce di Giustizia. Diametro mm 60

A destra: croce coronata, con trofeo d’armi, in oro e smalti rossi. Epoca metà del diciannovesimo secolo. Insegna da Cavaliere di Giustizia. Diametro mm 40

Il nostro antenato Donato Antonio Vitulli possedeva sicuramente una insegna del tipo sopra mostrato. Dove sarà finita? Forse nelle mani di qualche collezionista. Il nostro Donato Antonio faceva le cose per bene e ci teneva molto a questa insegna, tanto è vero che la vedremo riportata nel grande stemma di famiglia in marmo di Carrara, che sovrastava il portone d’ingresso della casa “palazziata” dei Vitulli. Se ne parlerà nel capitolo dedicato alle tracce della famiglia Vitulli, che sono arrivate sino ai nostri tempi.

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