- Giulio Vitulli e la “ferriata” del cappellone

Nella Chiesa di San Nicola, detta Matrice, che si trova nella Città Vecchia di Mola, vi è la Cappella detta il Cappellone dedicata al Santissimo Sacramento; è la quarta cappella sulla destra entrando. Il Cappellone appartiene dai primi anni del XVII secolo alla Arciconfraternita del Santissimo Sacramento.

All’ingresso della Cappellone vi è una inferriata in ferro forgiato e ornata di pomi e mezzipomi d’ottone. Nei documenti dell’epoca la inferriata è detta “ferriata”.

Bene, dalle pagine degli atti notarili del Notaio Jacopo de Marinis anno 1711, oggi sappiamo che la inferriata fu fatta costruire a Venezia nell’anno 1706 e quindi fu trasportata via battello a Mola, il tutto a cura e spese del “magnifico” Giulio Vitulli “figlio di Nicola della città di Mola”. Giulio fu poi rimborsato delle spese sostenute e questo è sancito nell’atto del Notaio de Marinis.

Innanzi tutto facciamo una verifica con l’albero genealogico dei Vitulli ricostruito in queste pagine nella edizione del 2001.

Da questi documenti notarili sappiamo che siamo attorno al 1700, Giulio è figlio di Nicola Vitulli. Tutto quadra perfettamente. Giulio è il più piccolo dei sei fratelli, figli di Nicola. Giulio è menzionato con i fratelli nel testamento dell’Arciprete don Giuseppe Zuccarino anno 1725 (6 – quaderni per la storia di Mola – san Materno).

Torniamo alla storia della inferriata.

I documenti notarili mi sono stati gentilmente forniti da Vito Mangiarano, fratello della Arciconfraternita, oggi Priore, che qui ringrazio sentitamente. La fonte è l’Archivio di Stato di Bari / Notai / Piazza di Mola.

Questa è la storia della inferriata come deducibile dall’atto notarile:

nell’anno 1706 nel mese di giugno Giulio doveva andare a Venezia per propri affari. La Confraternita del Santissimo Sacramento, di cui era “fratello” anche Giulio, pregò lo stesso Giulio Vitulli di ordinare e curare la esecuzione della “ferriata con guarnitione de pomi e mezzo pomi d’Ottone” da disporre poi a servizio della Cappella del Santissimo Sacramento, nonché di anticipare con proprio denaro i costi della “ferriata” e del suo trasporto a Mola. Il denaro gli sarebbe poi stato restituito con la “dovuta sodisfattione”.

Giulio accettò l’incarico e affidò il lavoro a “mastro” Carlo Valentino. La “ferriata” fu quindi costruita e trasportata a Mola, il tutto a spese di Giulio, e collocata all’ingresso di “detta Cappella e affissa alli pilastri di quella, si come al presente si vede”.

La confraternita rimborsò Giulio Vitulli in “più volte” la somma spesa e cioè “ docati due cento e dieci otto”. Questa somma era quanto pagato per l’acquisto del ferro e dell’ottone, per il lavoro manuale e il “nolo di trasporto”.

Con questo atto notarile le parti, cioè la Confraternita e Giulio Vitulli si dichiarano soddisfatti di tutto, il lavoro eseguito e il rimborso effettuato. E’ quindi un atto di “declaratio et quetactio” per chiudere la vicenda.

Di seguito le foto delle tre pagine dell’atto notarile.

Quindi la trascrizione dell’originale e la versione nella lingua italiana d’oggi della parte iniziale e finale

PAGINA 1 – ATTO NOTAIO JACOPO DE MARINIS – ANNO 1711

atto notaio 1

PAGINA 2 – ATTO NOTAIO JACOPO DE MARINIS – ANNO 1711

atto notaio 2PAGINA 3 – ATTO NOTAIO JACOPO DE MARINIS – ANNO 1711

Segue la trascrizione dell’atto, lavoro specialistico eseguito da un giovane e importante studioso, che nel caso è il Dott. Federico Biddau, figlio della mia cugina di primo grado Anna Marabelli sposata a Cagliari con Sandro Biddau.

Federico lavora alla Università “Johannes Gutemberg” di Mainz ovvero Magonza. Per inciso si è sposato con Esther, una ragazza di Galatina, e ama la Puglia.

TRASCRIZIONE DI FEDERICO BIDDAU

Declaratio, et quietactio Prò. –

Ven(erabi)le Confrat(ernita)te Sanctiss(i)mi Corporis Christi Ci(ui)t(a)tis Molę, (contr)a mag(nifi)cu(m) Juliu(m) Vitulli

In Dei Nomine Amen. Reg(nan)te eodem retro(scri)pto Die quinto mens(is) Octobris quartę Jndict(io)nis Millex(i)mo [sic] septingentes(i)mo Vndecimo Molę, Prou(inci)ę Barij / Jn nostri p(ręse)ntia / const(itu)ti mag(nifi)cus Julius mag(nifi)ci V. S. D(…)lis Niccolai Vitulli Ci(ui)t(a)tis Molę / agens / ad Jnfra(scri)pta omnia prò sè, suisq(ue) hęredibus, et successoribus / ex una parte, et mag(nifi)cus Dom(ini)cus q(uonda)m Jeronimi Berling(e)ris de Lionetta Proc(urato)r Ven(erabi)lis Confrat(erni)t(a)tis Sanctiss(i)mi Corporis Christi d(ict)ę Ci(ui)t(a)tis Jn hoc Cur(ren)ti Anno / agens similiter ad Infra(scri)pta omnia nomine, et prò parte d(ict)ę Ven(erabi)lis Confrat(erni)t(a)tis / parte alia / Pręfatus quidem mag(nifi)cus Julius spontè asseruit coram nobis Jn uulgari eloquio, prò faciliori Intelligentia facti / come nell’Anno 1706, e propriè nel mese di Giugno con l’occasione d’esser andato in Venetia p(er) suoi negotij, fù pregato dalli mag(nifi)ci Officiali, e fratelli di d(ett)a Ven(erabi)le Confrat(erni)tà (di cui anche esso mag(nifi)co Giulio è fratello) che hauesse procurato, et assistito à fare la ferriata co(n) guarnit(ion)e de pomi, e mezzo pomi d’Ottone p(er) seruitio della Cappella del Santiss(i)mo Sacram(en)to, et hauesse speso il costo di quella di proprio suo denaro, co(n) trasportarl’in Mola p(er) situarla in d(ett)a Cappella, p(er) poi restituirli d(ett)o denaro, e darli la douuta sodisfatt(io)ne et p(er) Compiacere esso mag(nifi)co Giulio Asser(en)de [sic] à tal dimanda, anche p(er) esser seruitio del Signore, et Opera decorosa, gloriosa, e magnifica di d(ett)a Ven(erabi)le Confrat(erni)tà, Conferitesi [sic] in d(ett)a Città di Venetia, s’applicò subbito co(n) m(ast)ro Carlo Valentino similm(en)te fratello, che s’accompagnò co(n) esso mag(nifi)co Giulio, e fece costruere la ferriata sud(ett)a à sue proprie spese, quale trasportata in Mola si situò, et collocò auanti d(ett)a Cappella affissa alli pilastri di quella, si come al p(rese)nte si uede; et come che d(ett)o mag(nifi)co Giulio è stato sodisfatto di tutto il costo sud(ett)o speso nella costrutt(io)ne di d(ett)a ferriata in su(m)ma de doc(a)li due Cento, e dieci otto, quali hà riceuuto in più volte dalli mag(nifi)ci Proc(urato)ri di d(ett)a Ven(erabi)le Confrat(erni)tà di proprio denaro della medes(i)ma, senza che tanto p(er) la Compra del ferro, quanto dell’Ottone, e fattura del lauoro, nolo di trasporto, Cambio di denaro pagat’in Venetia, et ogn’altra spesa occorsa fin’alla totale perfettione di quella, et positura, e situatt(io)ne di essa in d(ett)a Cappella douesse più Conseguire cos’alcuna, conf(orm)e esso mag(nifi)co Giulio co(n) giuram(en)to lo dichiara Jn p(rese)nza nostra / Et essendo stato richiesto dà d(ett)o mag(nifi)co Dom(eni)co Proc(urato)re di douer dichiarare tutto ciò p(er) Cautela di d(ett)a Ven(erabi)le Confrat(erni)tà, et ad futura(m) rei memoriam, co(n) douerneli fare ampl’, et general quietanza di d(ett)o denaro speso. Et Conoscendo esso mag(nifi)co Giulio esser cosa giusta p(er) indennità della medes(i)ma Ven(erabi)le Confrat(erni)tà fare la dichiarat(ion)e, et quietanza sud(ett)a, quindi è che che hoggi p(rede)tto dì no(n) p(er) forza, ò dolo alcuno, mà di sua libera, e spontanea uolontà d(ett)o mag(nifi)co Giulio hà dichiarato, co(n) forme [sic] co(n) giuram(en)to in p(rese)nza nostra dichiara restar intieram(en)te sodisfatto dalla d(ett)a Ven(erabi)le Confrat(erni)tà p(er) mano de suoi mag(nifi)ci Proc(urato)ri del prezzo, e di tutte le spese fatte di trasporto, et altro della d(ett)a ferriata, con che à beneficio di d(ett)a Ven(erabi)le Confrat(erni)tà ne li fa ampla, finale, e generale quietanza, etiam p(er) Aquiliana(m) stipulatt(io)ne(m) [sic] / cu(m) pacto perpetuo, et reali de ulterius aliquid aliud no(n) petendo, nec peti quomodoli(bet) faciendo / faciens ei amplam, finale(m), et generalem quietatt(io)ne(m) [sic] / quia sic / Promittens dictus mag(nifi)cus Julius soll(em)ni stipulat(ion)e d(ict)ę Ven(erabi)li Confrat(ernita)ti, et prò ea d(ict)o Proc(urato)ri p(ręse)nti / p(rędi)tta [sic] o(mn)ia / semper / habere / rata / et contra no(n) facere / aliqua ract(ion)e [sic] / Prò quibus omnibus / obseruandis / p(rędi)ttus [sic] m(agnifi)cus Julius spontè / obligauit sé / et bona eius o(mn)ia / ad pena(m) dupli / med(ieta)te / potest(at)e cap(ien)di / const(itutio)ne pręcarij / renuntiauit / Jurauit Jn forma / P(ręse)ntibus Reg(i)o Judice Marco Ant(oni)o Russo de Mola

Mè Not(a)rio Jacobo de Marinis Pub(li)co / mag(nifi)cis V. S. D(…)le Rocco Nacherlilla, Dom(ini)co Volpe, Carolo de Antonellis, Nicolao de Marinis, et alijs / testibus d(ict)ę Ci(ui)t(a)tis Molę /

TRADUZIONE IN ITALIANO MODERNO DELLE PARTI INIZIALE E FINALE

Dichiarazione e quietanza

a favore

della Venerabile Confraternita del Santissimo Corpo di Cristo della città di Mola,

contro

il magnifico Giulio Vitulli

Al nome di Dio amen. Sotto il regno dello stesso soprascritto, il 5 ottobre della quarta indizione, 1711, a Mola, provincia di Bari; in nostra presenza ecc. costituiti

il magnifico Giulio del magnifico Niccolò Vitulli della città di Mola, agente, per quanto sottoscritto, per sé e i suoi eredi e successori

da una parte,

e il magnifico Domenico del fu Gerolamo Berlingeri di Lionetta, procuratore della Venerabile Confraternita del Santissimo Corpo di Cristo della detta città nel corrente anno, agente, pure per tutto quanto sottoscritto, a nome e da parte della detta Venerabile Confraternita

dall’altra parte.

Il predetto magnifico Giulio ha affermato spontaneamente davanti a noi in lingua volgare, per una più facile comprensione del fatto, come nell’anno 1706 … … …

… … … … … … … … …(vedi la storia della cancellata nelle pagine precedenti)

… … … con che à beneficio di detta Venerabile Confraternità ne li fa ampla, finale, e generale quietanza, anche tramite stipulazione aquiliana, con patto perpetuo e reale, di non richiedere più alcun’altra cosa, né di farla richiedere in alcun modo, facendole ampia, finale e generale quietanza che così ecc.; promettendo detto magnifico Giulio con solenne stipulazione alla detta Venerabile Confraternita, e per essa al detto procuratore presente, di tener sempre per fermo tutto ciò che è stato predetto, e di non fare contro di esso per alcuna ragione. Perché si osservi tutto ciò il predetto magnifico Giulio ha spontaneamente obbligato sé e tutti i suoi beni alla pena del doppio ecc., per metà ecc., con potere di prendere ecc., costituzione di precario ecc., ha rinunciato ecc. Ha giurato nella forma ecc., presenti il regio giudice Marco Antonio Russo di Mola, me notaio pubblico Giacomo de Marinis, i magnifici Rocco Nacherlilla, Domenico Volpe, Carlo de Antonellis, Nicolò de Marinis e altri testimoni della detta città di Mola.

RITAGLIO N. 6 DELLO “SQUARCIAFOGLIO” DEI FOGLI 10 E 11

ritaglioDocumento fornitomi da Vito Mangiarano

Lo “Squarciafoglio” è un riassunto sintetico, una “minutaccia”, dei fogli dell’archivio della Arciconfraternita del Santissimo Sacramento che raccolgono le memorie dei fatti che hanno condotto alla costruzione del Cappellone..

Da questo documento abbiamo notizia che a fine giugno 1706 il Priore della Arciconfraternita dà notizia ai fratelli che la “ferriata” era stata realizzata e posta “ avanti al Cappellone del S.S. opera di mastro Carluccio Valentino mandato in Venezia”.

Veniamo anche a sapere che il trasporto della “ferriata” è avvenuto via battello da Venezia a Mola, passando per la dogana dei porti di Barletta e Bari.

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